Pentole in Acciaio Inox: Risponde l’Esperto

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Pentole e acciaio inox: il problema che è stato presentato qualche giorno fa al nostro esperto riguarda l’ambito culinario. Vediamo insieme di cosa si tratta.


Il caso

Il nostro lettore è un produttore di pentole in acciaio inox con triplo fondo.

Per la struttura di base utilizza acciaio aisi 304. A queste applica un fondello in alluminio (per diffondere il calore in modo omogeneo) e un disco in acciaio 430 ferromagnetico (per renderle utilizzabili su fornelli a induzione).

 

Il problema delle pentole

Alcuni clienti lamentano il fatto che si formino delle puntinature di ruggine sul fondo interno delle pentole. Questo sin dai primi utilizzi. 

 

Alcuni dati da considerare

Appurato che il sale viene messo in acqua solamente quando questa è in ebollizione,  non possiamo attribuire il problema a questo elemento. 

Inoltre, il nostro lettore, ci fa sapere che i componenti metallici presenti nelle pentole sono:

  • Ferro (Fe) – 69,47%
  • Cromo (Cr) – 19,62%
  • Nichel (Ni) – 8,07%
  • Manganese (Mn) – 1,53%
  • Molibdeno (Mo) – 0,18%

 

Le teorie dell’esperto

Il nostro esperto ha ipotizzato due possibili cause che sfortunatamente, in mancanza della percentuale di Carbonio (C) presente nella lega, non si possono confermare.

 

PRIMA IPOTESI

Partiamo dal presupposto che la percentuale di carbonio nell’inox 304 non dovrebbe superare lo 0,08%.

Se presente in quantità maggiori, il carbonio tende a combinarsi con il Cromo, riducendo la capacità di passivarsi della lega. Se il cromo non è libero, infatti, non può generare l’ossido di cromo.

Questo comporterebbe una minor resistenza alla corrosione e quindi la presenza della ruggine all’interno delle pentole.

 

SECONDA IPOTESI

Il fondello in alluminio viene applicato alle pentole unendo il disco in acciaio 430 ferromagnetico alla base della pentola. Questo avviene tramite  saldobrasatura (o un procedimento simile) durante il quale si raggiungono temperature elevate.

In queste condizioni si corre il rischio di incorrere nella precipitazione dei carburi di cromo, soprattutto nel caso di una lega con un contenuto di carbonio superiore allo 0,03%.  La conseguenza è il rischio di incorrere in fenomeni di corrosione intercristallina.

 

Altre valutazioni sul fondo delle pentole

In entrambi i casi l’AISI 304 potrebbe trovarsi in condizioni di non rigenerare più lo strato passivato, nel caso in cui venisse rimosso. Questo potrebbe capitare sia per il contatto con acidi (presenti in molti alimenti) sia per rimozione meccanica (tramite mestoli, forchettoni, ecc..). Il fenomeno, inoltre, si presenta sol fondo interno delle pentole, perché è la parte più esposta al calore della zona trattata durante il processo di saldobrasatura.

 


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